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Differenza teorica tra Depressione e Recessione economica PDF Print E-mail
Written by Barbara Monda   
Saturday, 19 December 2009 15:32
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Differenza teorica tra Depressione e Recessione economica

 

Uno strumento per capire la dimensione della crisi attuale 

Diego Contreras, MBA MIP
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Per iniziare partiamo dalla definizione dei termini Depressione e Recessione economica” (*). 

Il NBER (National Bureau of Economic Research), l'organismo che negli EEUU stabilisce le date dei cicli economici, definisce il termine recessione economica come “un calo significativo dell'attività economica, diffuso attraverso l'economia, di durata superiore ad alcuni mesi, normalmente visibile nell'andamento della produzione, dell'occupazione, dei redditi reali e in altri indicatori” . 

La depressione economica si potrebbe definire come “quando il PIL reale diminuisce in più del 10%  e ha come durata un tempo non inferiore a 3 anni”. 

Come dato storico, si può aggiungere che la confusione nell'utilizzo della terminologia, viene da prima degli anni ‘30, dove tutti i rallentamenti economici erano comunemente chiamate depressioni. Il termine “recessione” è stato coniato successivamente per non riportare alla mente spiacevoli ricordi. Ancora prima della Grande Depressione i rallentamenti economici erano generalmente più gravi e più lunghi di quanto non lo siano ai giorni nostri.  

Un tipico esempio di depressione economica è quella avvenuta tra gli anni 1929 e 1933, dove, solo negli Stati Uniti, il PIL diminuì del 30%, il  tasso di crescita degli scioperi aumentò dal 3% al 25%; il 60% degli abitanti degli Stati Uniti divenne povero e soprattutto due milioni di persone si ritrovarono a vivere nelle strade. 

Solo per il momento, con i parametri della NBER è possibile definire la crisi attuale, nei paesi dove si è verificato un calo negli indicatori economici (PIL; livello di occupazione; salario reale; indici di produzione), in alcuni mesi in forma consecutiva, come una recessione economica, dove  per esempio nel secondo trimestre del 2008, l'insieme dell'eurozona si è contratto del 0,2% e secondo i pronostici del FMI (Fondo Monetario Internazionale), l'attività  economica mondiale sarà l'1,3% inferiore a quella del 2008. Ma è proprio nel campo delle previsioni della crisi attuale che le opinioni si dividono, ci sono gli ottimisti (in gran parte politici e funzionari pubblici) che dicono che il peggio è già passato e che alla fine dell'anno si comincerà a vedere la fine della recessione, grazie agli interventi fiscali e gli aiuti statali e ci sono i pessimisti che dicono che il problema iniziato nel settore finanziario (al contrario della depressione del 1929-33 dove la crisi partì dall'economia reale e poi si diffuse al settore finanziario) è lontano dalla risoluzione, che il prezzo degli “asset” come garanzia dei crediti, continuerà a diminuire e che le misure adottate dai vari Stati non sono ancora sufficienti per fermare la crisi. 

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 (*) Visto che non esiste una definizione di depressione e recessione diffusamente accettate, riportiamo  la definizione che  contempla la più rigorosa gamma di indicatori economici per definire il fenomeno.Esistono altre definizioni di depressione e recessione economica, per esempio l'analisi di Saul Eslake,  direttore commerciale della banca ANZ, sostiene che la differenza tra recessione e depressione non si basa soltanto su fattori quali dimensione e durata. Anche le cause della crisi sono determinanti. Una recessione standard segue generalmente un periodo di stretta politica monetaria, ma una depressione è il risultato di una bolla speculativa, una contrazione del credito e un calo nel livello generale dei prezzi.