| Quale finanziamento per le start-up ? |
|
|
|
| Written by Barbara Monda |
| Saturday, 19 December 2009 16:17 |
|
There are no translations available. Il ruolo dei Business Angels a sostegno delle start-up Barbara Monda, MIP MBA
Le modalità di finanziamento riguardano due tipologie di capitale: Debito ed Equity. Per debito si intende un prestito o altra forma di finanziamento concesso dagli istituti di credito, la cui remunerazione avviene sulla base di un contratto stipulato all'inizio tra il soggetto erogatore ed il beneficiario. Tale forma di finanziamento non prevede per l'erogatore né il diritto di voto né il diritto di alcuna altra pretesa sul beneficiario oltre alla restituzione del capitale prestato ed i relativi interessi calcolati in base alle condizioni contrattuali. L'equity, o capitale di rischio, è il capitale proprio dell'azienda; l'investitore in equity ottiene, in cambio del proprio versamento, quote (azioni) della società nella quale investe, che gli conferiscono diritto di voto, non ha diritto ad una remunerazione prestabilita ma partecipa agli utili generati dalla gestione della società (dividendi). La remunerazione dell'equity sotto forma di dividendi è postergata rispetto alla remunerazione di tutti gli altri finanziatori (fornitori, banche, obbligazionisti). Per le start-up è spesso difficile ottenere finanziamenti dalle banche per l'assenza di garanzie reali da offrire (raramente sono proprietarie di immobili o altri asset). Non avendo ancora generato flussi di cassa positivi né alcun fatturato, le start-up possono essere valutate esclusivamente sulla base del business plan. L'alta rischiosità dei progetti ed la mancanza delle competenze specifiche necessarie per questo tipo di valutazioni nelle banche tradizionali rendono questo tipo di finanziamento inaccessibile alle start-up. Gli imprenditori possono cercare di ottenere un finanziamento tramite equity sia sul mercato pubblico (tramite la quotazione in Borsa) sia su quello privato (fondi chiusi di Private Equity, Business Angels ecc.). I fondi di Private Equity si suddividono in 2 macro-categorie:
Essi apportano non solo capitale ma anche risorse e competenze manageriali. I Venture Capitalists di solito investono nelle fase iniziali del ciclo di vita di un'azienda, ma non sempre nelle primissime fasi di seed o start-up. Un'azienda che si trovi nella fase di seed o start-up e che necessiti di capitali limitati, può trovare conveniente rivolgersi ai Business Angels.
Business Angels I Business Angels svolgono un'attività complementare a quella dei Venture Capitalists in quanto intervengono nelle fasi di seed e start-up, precedente alla fase di sviluppo in cui di solito intervengono i Venture Capitalists. Il capitale conferito dai Business Angels è relativamente modesto, nella maggioranza di casi essendo compreso tra 50,000€ e 500,000€, e quindi inferiore a quello offerto dai Venture Capitalists, che di solito ha un taglio minimo di 1 milione di Euro.
Sono investitori privati benestanti, di solito imprenditori, dirigenti o consulenti aziendali, che con il loro sostegno favoriscono l'avvio di nuove attività imprenditoriali. L'apporto del Business Angel si configura in un duplice aspetto: sia dal punto di vista finanziario, tramite conferimento di capitale proprio in cambio del quale diventa azionista della new venture, sia dal punto di vista delle competenze manageriali, forte della sua esperienza di imprenditore e della sua rete di contatti. Entrambi questi fattori, pur essendo presenti in misura diversa nei vari casi, sono essenziali per un Business Angel. I Business Angels selezionano le società nelle quali investire in base al business plan e non richiedono garanzie, rispondendo quindi alle esigenze delle start-up. A differenza dei fondi di Private Equity, che investono soldi raccolti da diversi investitori, i Business Angels investono capitale proprio e sono pertanto completamente autonomi nelle loro decisioni di investimento; non dovendo rendere conto a terzi, i Business Angels sono disponibili ad investire in attività ad alta rischiosità come appunto le imprese nella loro prima fase del ciclo di vita. Un aspetto collaterale dell'intervento di un Business Angel è che esso aumenta la reputazione della start-up, in quanto si presume che il Business Angel abbia investito perchè, basandosi sulla sua esperienza imprenditoriale e conoscenza specifica del business, abbia giudicato interessante il progetto. Dopo l'intervento del Business Angel risulta pertanto più facile ottenere credito dagli istituti finanziari, che percepiscono il rischio inferiore. L'intervento dei Business Angels, così come quello dei fondi di Private Equity, è un investimento temporaneo, in quanto il suo scopo è quello di uscire dall'investimento dopo 3-5 anni e monetizzare una significativa plusvalenza. Sovente dopo l'uscita del Business Angel subentrano altri tipi di investitori più evoluti ed in grado di apportare capitali più sostanziosi per finanziare la fase di crescita dell'azienda.
Esistono delle associazioni chiamate BAN (Business Angels Network) che riuniscono i Business Angels e favoriscono il loro incontro con gli imprenditori; non tutti i Business Angel aderiscono alle associazioni, per cui per un imprenditore è molto importante sfruttare anche tutti i canali informali a cui ha accesso per entrare in contatto con potenziali investitori, come la propria rete di conoscenze o le associazioni industriali. Il network di riferimento in Italia è IBAN, che ad oggi conta circa 350 investitori informali che investono in media 200,000 Euro.
I Business Angels valutano attentamente i progetti prima di decidere di investire e sono molto selettivi; i criteri di valutazione adottati riguardano la validità dell'idea imprenditoriale, la possibilità di riuscita e di crescita dell'iniziativa, le condizioni di uscita e la capacità manageriale dell' imprenditore o gruppo di imprenditori. Altri fattori considerati sono la vicinanza geografica al luogo di residenza ed il settore di preferenza nel quale investire (i più gettonati sono quelli ad alto contenuto tecnologico, come ICT/Internet). Dato l'elevato numero di progetti che i Business Angels valutano, è di fondamentale importanza per l'imprenditore riuscire a presentare la propria idea in modo efficace, fare una buona prima impressione e stimolare quindi l'interesse dell'investitore a saperne di più. Il primo punto di contatto è costituito dal cosiddetto elevator pitch, un breve documento descrittivo focalizzato sui concetti chiave; il nome si riferisce alla breve conversazione che si può fare nel tempo di una “corsa in ascensore” e lascia intendere la necessità di sintesi da applicare nella stesura di questo documento. E' consigliabile che sia una presentazione in powerpoint di al massimo dieci slide, da commentare in dieci minuti, che esprima solo i concetti essenziali più rappresentativi dell'idea di business. Un buon elevator pitch dovrebbe presentare brevemente l'idea, riportare le precedenti esperienze lavorative dell'imprenditore e dei suoi collaboratori, mettendo in risalto la loro capacità manageriale, includere una breve analisi della condizione attuale del mercato di riferimento (dimensione, crescita, principali concorrenti, barriere all'entrata ecc), esporre le caratteristiche distintive del business model proposto che consentirebbero un vantaggio competitivo ed eventuali elementi di IP protection esistenti (brevetti, copyright ecc), definire la strategia di crescita futura ed infine indicare le risorse finanziarie necessarie per sostenere tale strategia. Le stesse tematiche dovranno poi essere esposte in maniera più approfondita e completa nel business plan, che comprenderà anche dettagli relativi alle attività di produzione e marketing e dovrà essere completato con un budget dettagliato.
Vantaggi:
Corporate Venture Capitalists: sono grandi gruppi industriali che sono interessati ad investire nelle start-up ad alto contenuto tecnologico, con due obiettivi:
Tale interesse delle Corporate può essere sporadico oppure sistematico; in questo secondo caso di solito viene costituito un fondo destinato ad investimenti nelle start-up (es Nokia, Siemens)
Gli incubatori forniscono spazi, attrezzature e servizi a condizioni agevolate, allo scopo di ridurre gli oneri derivanti dall'avvio dell'attività. Alcuni incubatori sono stati creati presso le principali Università italiane: |
| Last Updated on Sunday, 28 March 2010 21:09 |




